Sito realizzato con il contributo della Regione Puglia e della Fondazione Una Nessuna Centomila

PREMESSA

L’Osservatorio Giulia e Rossella: Centro Antiviolenza ETS si è costituito nel 1995 e sin dal 1998 opera nella Regione Puglia. Il nostro Centro Antiviolenza si prefigge lo scopo di realizzare azioni di aiuto in favore delle donne nel campo della violenza intra ed extra familiare al fine di interrompere la violenza e dare adeguata protezione, sicurezza e cura a chi l’ha subita. L’équipe del Cav mira anche a creare consapevolezza relativamente ai diversi ambiti in cui la violenza si sviluppa. Riteniamo nostro compito dare voce alle vittime adulte e minori, sostenendole nel loro percorso di uscita dalla violenza e di riparazione dei danni subiti. Il Cav è aperto a donne e i loro figli, indipendentemente dalla loro religione, etnia, orientamento sessuale, condizione legale, sociale, stato civile, credo politico e condizione economica. A chi si rivolge al Centro viene assicurato anonimato e riservatezza.
Oltre ad intervenire su situazioni di violenza in atto e sugli effetti della stessa, ulteriore obiettivo primario è quello di mettere in campo azioni di contrasto rispetto ai pregiudizi, agli atteggiamenti e ai comportamenti presenti nella società che fanno sì che la violenza contro le donne e i bambini non emerga e continui ad essere perpetrata. Per fare tutto ciò è importante guardare alla violenza come ad una manifestazione della disparità di potere nelle relazioni tra uomini e donne, tra adulti e bambini. La violenza deve perciò essere considerata prima di tutto come un problema sociale, culturale e politico che investe anche le politiche di genere.

PRINCIPI ISPIRATORI:

All’interno delle diverse sedi e sportelli, l’équipe del Centro Antiviolenza svolge attività di supporto nei confronti delle donne vittime di violenza. Si tiene a precisare che l’équipe è animata da un gruppo di donne professioniste, altamente specializzate sulla tematica del contrasto e della prevenzione della violenza di genere.

Oltre all’attività di contrasto della violenza di genere, siamo presenti in tutte le scuole di ogni ordine e grado perché crediamo fermamente che, come indicato dalla Convenzione d’Istanbul, l’attività di prevenzione e di sensibilizzazione è necessaria per sradicare quella cultura che oggi porta la violenza di genere ad essere una vera e propria emergenza sociale-sanitaria.

All’interno delle diverse sedi e sportelli, l’équipe del Centro Antiviolenza svolge attività di supporto nei confronti delle donne vittime di violenza. Si tiene a precisare che l’équipe è animata da un gruppo di donne professioniste, altamente specializzate sulla tematica del contrasto e della prevenzione della violenza di genere.

Oltre all’attività di contrasto della violenza di genere, siamo presenti in tutte le scuole di ogni ordine e grado perché crediamo fermamente che, come indicato dalla Convenzione d’Istanbul, l’attività di prevenzione e di sensibilizzazione è necessaria per sradicare quella cultura che oggi porta la violenza di genere ad essere una vera e propria emergenza sociale-sanitaria. 

TARGET DI RIFERIMENTO

A beneficiare dei servizi offerti dal centro antiviolenza sono le donne e i minori vittime di violenza. L’obiettivo è offrire supporto, ascolto e assistenza a donne e minori che si trovano in situazioni di difficoltà legate alla violenza, aiutandoli a trovare sicurezza e a ricostruire la propria vita.

ATTIVITÀ SVOLTE

L’ANALISI DEGLI ACCESSI NEL 2024 PRESSO I NOSTRI SPORTELLI

Nel 2024 l’Osservatorio Giulia e Rossella è stato presente con i suoi sportelli nei seguenti ambiti: Ambito di Barletta, Ambito del Tavoliere Meridionale (Margherita di Savoia, Trinitapoli e San Ferdinando) e nell’Ambito di Corato (In quest’ultimo, che comprende i Comuni di Corato, Ruvo di Puglia e Terlizzi, siamo state operative fino al 31 ottobre 2024).
I dati del 2024 che verranno di seguito esposti si riferiscono ai nuovi accessi e non alle donne già prese in carico dal CAV.

GLI ACCESSI AL CENTRO ANTIVIOLENZA

Nell’anno 2024 sono state 196 le donne che hanno fatto accesso ai nostri sportelli.
In merito alla nazionalità, il 92% delle donne che si sono rivolte ai nostri sportelli è di nazionalità italiana, il 2% proviene da Paesi europei e il 6% da Paesi extra europei.

I  dati raccolti confermano quanto sia trasversale il fenomeno: la violenza colpisce indistintamente dall’età, dal titolo di studio, dalla condizione lavorativa. In quanto all’età, la percentuale più alta si registra nelle fasce comprese fra i 30 e i 59 anni, che insieme rappresentano oltre il 70% dei casi.
I dati indicano che  la donna che chiede aiuto ai nostri sportelli  è una donna adulta, con un picco di richieste nella fascia d’età tra i 30 e i 39 anni.
La  fascia d’età più rappresentata è quella delle 30-39enni, che costituisce il 27% del totale. Seguono le fasce d’età delle 40-49 e delle 50-59enni che costituiscono rispettivamente il 23% e il 22%
Le  più giovani (18-29 anni) sono il 15%. Infine le fasce d’età meno coinvolte sono quelle più anziane (60-69 anni al 8% e maggiori di 70 anni all’1%)

Rispetto a queste donne, è stato registrato il seguente livello di istruzione: il 18% è in possesso di laurea; il 32% in possesso di diploma di scuola secondaria superiore,  il 42% ha conseguito la licenza media inferiore,  il 7% la licenza elementare e il 2% non ha alcun titolo di studio.

Relativamente alla condizione lavorativa delle donne che hanno fatto accesso nel 2024, il 29 % delle donne ha un’occupazione stabile, il 31% non è occupata, il 19% fa la casalinga, il 12% ha un’occupazione precaria  mentre  il 9% sta ancora studiando. I dati indicano quindi una situazione di forte instabilità economica che rende ancora più complesso il percorso di fuoriuscita dalla violenza,

Dall’ascolto è emerso che le tipologie di violenza a cui le donne sono state sottoposte sono nel 68% dei casi quella psicologica, seguita con il 43% dalla violenza fisica, con il 32% dalla violenza economica economica, con il 15% dalla violenza sessuale, con il 7% dallo stalking e infine dalle molestie sessuali con il 2%.

La violenza contro le donne che hanno fatto accesso ai nostri sportelli nel 2024 è agita prevalentemente da uomini con cui le donne hanno o hanno avuto una relazione.
Nell’80 % dei casi si tratta di coniuge, ex coniuge, partner convivente, ex partner convivente, ex partner non convivente, partner non convivente per i quali è impossibile accettare l’interruzione della relazione.
Il partner attuale (coniuge, partner convivente e non convivente) è l’autore di violenza nel 43% dei casi,  mentre gli ex (ex coniuge, ex partner non convivente, ex partner convivente) che, nonostante la fine del rapporto, continuano ad agire violenza costituiscono 37% dei casi.
Anche i familiari risultano autori di violenza nel 10,5% dei casi;  mentre i conoscenti rappresentano il 7% e gli sconosciuti per il 2,5%.

LA VIOLENZA NON È IL TUO DESTINO

DOVE ACCOGLIAMO

L’Osservatorio Giulia e Rossella, centro antiviolenza autorizzato dalla Regione Puglia, accoglie le donne nella sua sede autonoma di Barletta in Via d’Aragona n.143 e nella sede di Piazza Aldo Moro n. 16, dove gestisce il Centro Antiviolenza Comunale Saman Abbas. 

Nei Comuni che compongono l’Ambito del Tavoliere Meridionale accogliamo le donne ai seguenti indirizzi:
Margherita di Savoia c/o la nostra sede autonoma in Via Garibaldi n.20
Trinitapoli c/o i Servizi Sociali in Via Lamura n.4
San Ferdinando di Puglia c/o la nostra sede autonoma in Via Marconi n.2

Se hai bisogno di aiuto, di raccontare la tua storia, di essere sostenuta puoi chiamare i seguenti numeri:
0883 414659

Reperibilità H24
388 7504780 (puoi scriverci anche via Whatsapp)
380 3473374 (puoi scriverci anche via Whatsapp)

centroantiviolenzabarletta@gmail.com
osservatoriogiuliaerossella@pec.it

Se vuoi sapere dove si trova il centro antiviolenza più vicino, contatta il 1522, numero nazionale gratuito antiviolenza e antistalking.

Sono semplici litigi oppure segnali di rischio di violenza?

Il questionario è uno strumento di autovalutazione anonimo rivolto alle donne per comprendere la natura della propria relazione di coppia.

Aiuta a capire se i comportamenti del partner (o dell’ex) siano semplici litigi oppure segnali di rischio di violenza, valutando il pericolo di subire ulteriori maltrattamenti.

In base alle risposte fornite, il sistema calcola un profilo di rischio e offre indicazioni pratiche su cosa fare o a chi rivolgersi.